La lavorazione
La materia prima viene importata sotto diverse forme: da quella più grezza dei tronchi (in quantità sempre più ridotte) a quella più elaborata delle tavolette di piccole dimensioni, dette frise.
Durante il lungo viaggio che porta dalla foresta alla fabbrica, il legno perde per strada buona parte della sua umidità, arrivando alla fase di essiccazione vera e propria con un tasso di umidità del 20-25%.
L'essiccazione avviene in celle o forni, che abbattono l'umidità fino a un valore del 9%. Questo valore, equivalente a una corretta stagionatura, è considerato ottimale dalla normativa europea, e rappresenta il punto di equilibrio che col tempo si stabilisce fra il legno e l'ambiente in cui esso viene posato, in cui si consigliano temperature fra i 15 e i 22 gradi centigradi, con un tasso di umidità dell'aria fra il 40 e il 65%.

Saper trovare il giusto equilibrio fra la stagionatura dei vari tipi di legno e le esigenze di differenti situazioni ambientali è la condizione essenziale per chi produce pavimenti in legno. Da questo equilibrio e dalle condizioni dei sottofondi di posa al momento della installazione dipende la buona tenuta del pavimento. Per questo motivo è bene diffidare dei legni già lavorati importati da continenti extraeuropei, ove condizioni climatiche diverse e tecnologie spesso approssimative possono influenzare il processo produttivo con fattori di rischio.

Le tecnologie impiegate e i rigorosi controlli attuati rappresentano la migliore garanzia del buon esito finale dell'operazione di essiccazione e stabilizzazione della materia prima.
Questo ciclo in genere ha una durata non inferiore a 40 giorni, e per alcuni formati e specie legnose arriva fino a 4 mesi.
Si passa successivamente alla vera e propria fase di lavorazione, quindi all'imballaggio e allo stoccaggio in moderni magazzini climatizzati.
Il pavimento di legno viene così protetto da possibili influenze dell'ambiente esterno che potrebbero alterare il tasso di umidità rigorosamente ottenuto in ottemperanza alla normativa vigente e il grado di stabilità.
I parquets escono nelle condizioni ottimali per essere posati con cura e correttamente, ed ottenere un eccellente risultato finale in qualsiasi genere di locale.

Norme UNI e CEN

Le norme UNI (Ente di normazione italiano) sono da anni un indispensabile codice di riferimento per le industrie del legno, per i rivenditori e per i posatori di parquet; e naturalmente anche per i clienti. Queste norme hanno consentito di unificare formati e qualità dei materiali e di creare una disciplina nazionale del mercato.
Attualmente è in corso l'emanazione di una normativa ufficiale europea. Le norme europee, unificate e vincolanti per tutti i Paesi dell'Unione, sono emanate dal CEN, l'ente sovranazionale preposto all'unificazione, aggiornamento e modernizzazione degli standard normativi che finora sono stati i riferimenti ufficiali dei singoli stati.

In attesa che si completi questo impegnativo percorso, gli enti nazionali continuano ad operare, in tutti i casi in cui le norme esistenti devono essere modificate e aggiornate, emanando dei "progetti di norma" che rimangono quali riferimenti ufficiali degli operatori fino al momento in cui verranno emanate le norme CEN.
Fra le tante e specifiche tabelle UNI, abbiamo ritenuto utile riportare in questo sito quella inerente al criterio di classificazione qualitativa dei pavimenti di legno ottenuti da specie legnose di latifoglie, che costituiscono la quasi totalità dei parquets prodotti e/o commercializzati in Italia.
Di seguito si potrà pertanto consultare il Progetto di norma UNI U.40.05.258.0, che rappresenta il riferimento normativo ufficiale aggiornato di tutti i soggetti del mercato, dai produttori agli utilizzatori finali:
Progetto di norma UNI U.40.05.258.0

PRIMA CLASSE O PRIMA SCELTA
Caratteristiche generali
1. Fibratura comunque orientata. Qualsiasi tipo di sezione (radiale, tangenziale, trasversale, intermedia), compresa la presenza di eventuali specchiature in sezione radiale. Tessitura, venatura e colore tipici della specie.
2. Nel caso di elementi di legno massiccio, eventuale alburno presente, dalla parte della controfaccia, su un solo fianco dell'elemento per uno spessore minore della metà dello spessore dell'elemento e per una lunghezza minore della lunghezza dell'elemento e visibile su una sola sua testa.

Nel caso di elementi costituiti da più strati, assenza di alburno nello strato a vista di latifoglie.
In entrambi i casi, esente da qualsiasi tipo di attacco fungino e privo di qualsiasi manifesto attacco di insetti*.
Difetti ammessi sulla faccia e sulla metà superiore dei fianchi e delle teste
Piccoli nodi sani e del colore della specie di diametro <=2mm; se di colore diverso della specie di diametro <=1mm. Tali difetti sono ammissibili in un numero di elementi <=10% della numerosità del lotto.
Imperfezioni di lavorazione di profondità <=1mm. Tali difetti sono ammissibili in un numero di elementi <=10% della numerosità del lotto.
Difetti ammessi sulla sulla controfaccia e sulla metà inferiore dei fianchi e delle teste
Qualsiasi difetto non compromettente l'impiego degli elementi.

SECONDA CLASSE ALBURNATA O ZEBRATA
Caratteristiche generali
1. Alburno senza limitazioni, ma esente da qualsiasi tipo di attacco fungino e privo di qualsiasi manifesto attacco di insetti*.
2. Con colorazioni anche contrastanti dovute alla presenza di alburno.

Difetti ammessi sulla faccia e sulla metà superiore dei fianchi e delle teste
Piccoli nodi sani isolati e del colore della specie di diametro <=5mm; se di colore diverso da quello della specie di diametro <=2mm. Tali difetti sono ammissibili in un numero di elementi <=20% della numerosità del lotto.
Piccole fenditure non passanti, di larghezza massima <0,5% della larghezza dell'elemento.
Difetti ammessi sulla sulla controfaccia e sulla metà inferiore dei fianchi e delle teste
Qualsiasi difetto non compromettente l'impiego degli elementi.

TERZA CLASSE NODATA O NATURA O RUSTICA
Caratteristiche generali
1. Con nodi evidenti e colorazioni contrastanti.
2. Eventuale presenza di alburno privo di qualsiasi manifesto attacco di insetti*.

Difetti ammessi sulla faccia e sulla metà superiore dei fianchi e delle teste
Qualsiasi difetto non compromettente l'impiego degli elementi.
Difetti ammessi sulla sulla controfaccia e sulla metà inferiore dei fianchi e delle teste
Qualsiasi difetto non compromettente l'impiego degli elementi.

* La presenza di alburno non esclude dopo la posa in opera eventuali attacchi di Lyctus che viceversa nel durame si presentano solo eccezionalmente.

  Torna Indietro